Era il maggio del 1879 quando Ubaldo Urbini , un personaggio pressochè sconosciuto, fondò la S.G.La Patria con sede nel Castello comunale dei Pio. Nonostante due guerre mondiali,  la depressione economica del primo dopoguerra, il ventennio fascista e le innumerevoli traversie economiche e sociali, la Patria non ha mai abbandonato i capisaldi etico-morali presenti nel proprio statuto, “lo spirito d’associazionismo, di fratellanza e convivenza sociale”. All’inizio lo sport veniva inteso come addestramento paramilitare e come motivo d’incontro degli esponenti dei ceti più abbiaenti. Questa concezione sarà superata alla fine dell’ottocento con l’affermarsi di una nuova cultura ispirata in larga parte dal nascente socialismo; lo sport diventa un mezzo di  emancipazione sociale acquistando importanza quale attività dopolavoristica anche se limitato  a coloro che economicamente potevano esercitarlo.

Dal secondo dopoguerra ad oggi, la S.G. La Patria si è occupata di diffondere la cultura sportiva a tutti  coloro che lo desiderino, senza occuparsi di distinzioni di ceto sociale, razza, età,cultura o religione. La nuova parola d’ordine è “impegno sociale” quell’impegno che deriva  dal sacrificio, dalla dedizione, dalla passione di ognuno di loro e che si rivolge al prossimo, ai compagni, alla comunità e, infine, alla società. Da allora, ogni tesserato, tecnico,collaboratore della Patria, ha lavorato,  respirato e creduto nella solidarietà, nella collaborazione e nel sano principio morale del rispetto  del prossimo e della disciplina sportiva che si pratica. A riconoscimento per una onorata carriera sportiva nel 1967, ha ricevuto a Roma la Stella d’oro al merito sportivo conferita alla società del C.O.N.I.  per la “continuata e meritoria azione in  campo propagandistico e agonistico” al fine di “diffondere e migliorare lo sport nel Paese”.

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Dorando Pietri

Tra i tanti atleti di valore della Patria spicca il nome di Dorando Pietri,  maratoneta dalle innumerevoli vittorie, che divenne un mito di fama internazionale e passato alla storia per il drammatico epilogo della maratona alle Olimpiadi di Londra del 1908: tagliò per primo il traguardo, sorretto dai giudici di gara che l’avevano soccorso dopo averlo visto barcollare più volte, stremato dalla fatica. A causa di quell’aiuto fu squalificato e perse la medaglia d’oro, ma le immagini e il racconto del suo arrivo, facendo il giro del mondo e superando la cronaca viva di quei giorni, lo hanno consegnato alla storia dell’atletica leggera. Il dramma di Dorando Pietri commosse tutti gli spettatori dello stadio. Quasi a compensarlo della mancata medaglia olimpica, la regina Alessandra lo premiò con una coppa d’argento dorato. Il racconto della sua impresa eroica ma sfortunata fece immediatamente il giro del mondo. Da un giorno all’altro Dorando Pietri divenne una celebrità in tutto il mondo.